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PPWR: I risultati del voto dell’Europarlamento (22 novembre 2023)

Il Parlamento europeo in seduta plenaria con 426 voti a favore, 125 contrari e 74 astenuti ha adottato la soluzione legislativa in materia di imballaggi, che costituisce il mandato del Parlamento nella prossima trattativa con i singoli Stati. Il testo approvato annacqua gli obiettivi di riuso – art. 26 – e le restrizioni agli imballaggi monouso – art. 22 -, due dei punti chiave del contendere.


I nuovi target, che hanno come parametro di partenza il 2018, fissano al 5% l’obiettivo di riduzione degli imballaggi entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040.

Ridotte le restrizioni agli imballaggi monouso: non vengono vietati gli imballaggi monouso per frutta e verdura, i piatti e le tazze monouso nei ristoranti, le bustine e le tazze monouso, ma sono previste limitazioni per alcuni formati di imballaggio monouso, come i prodotti in miniatura per gli hotel, i contenitori di bevande e le pellicole termoretraibili per le valigie negli aeroporti.


Salute. Per prevenire effetti negativi sulla salute, i deputati chiedono di vietare l’uso delle cosiddette “sostanze chimiche persistenti” aggiunte intenzionalmente (sostanze alchiliche, per es. polifluorurate o PFAS) e del bisfenolo A negli imballaggi a contatto con gli alimenti.

Nel testo approvato, si chiariscono i requisiti per il riutilizzo o la ricarica degli imballaggi. I distributori finali di bevande e cibi da asporto nel settore della ristorazione (inclusi hotel, ristoranti e bar) dovrebbero offrire ai consumatori la possibilità di portare e utilizzare il proprio contenitore.


RICICLO E DEPOSITO CAUZIONALE

Il testo prevede inoltre che tutti gli imballaggi siano riciclabili e abbiano un diverso contenuto di materia prima seconda a seconda dell’uso. E’ rimasto l’obbligo di introdurre il deposito cauzionale (DSR) di alcuni imballaggi nella versione open loop, ovvero l’imballaggio ritirato può essere rimpiegato per lo stesso uso iniziale oppure uno differente. Si prevede inoltre che un Paese possa essere esentato dall'introduzione del DRS nel caso che tramite la raccolta differenziata raggiunga un tasso di raccolta dell'85% dei contenitori per bevande monouso immessi al consumo.


Ora tocca agli Stati membri adottare la propria posizione, prima dell'avvio dei negoziati tra Consiglio e Parlamento per la stesura del testo finale. In assenza di misure concrete, si stima che nel 2030 ogni europeo produrrà 209 Kg di rifiuti da imballaggio (oggi siamo a 188,7 kg).


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